lunedì 20 maggio 2013

Lo vuoi un caffè? #351- Ed io tra di voi ....



La collega entra, bionda ed annoiata, annoiata come sanno essere solo le bionde, nell'ufficio esecuzione del tribunale di X, mentre sono indaffarato a sistemare alcuni miei documenti in un fascicolo insieme alla simpaticissima impiegata Y dichiaratamente lesbo dal capello corto.
La bionda, tatuaggio sulla spalla in vista, parlotta con io cancelliere di bolli da applicare alle sue copie e di difficolta per procurarseli - il tabaccaio è purtroppo a cinquanta metri da dove ci troviamo adesso.
Mentre ascolto il pigolio delle sue lamentazioni, noto che Y si guarda con interesse la rubia, che adesso in attesa del rinetro del cancelleiere uscito dalla stanza per risolverle non so più qual problena compulsa nervosamente il suo smartphone ultimo modello.
Ad un certo punto Y mi molla una gomitata nel fianco facendomi sobbalzare, mi strizza l'occhio e ammiccando in direzione della bionda mi sussurra complice " Avvoca c' sort' d' femmena "

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Lascia stare il caffe. Hai visto quella ?" - risponde quella

mercoledì 15 maggio 2013

Lo vuoi un caffè? # 350 - Certe maledette mattine...



Ci sono giorni proprio no .
Giorni che non vogliono saperne di partire, di cominciare ...
Giorni che quando ti alzi hai già un cerchio alla testa, sonno e vorresti tornare immediatamente a dormire, piuttosto che tuffarti nel vortice di una mattinata in Tribunale con le udienza infinite, la confusione, il caldo, i fascicoli che non si trovano mai... 
Stamattina è un du quei giorni e la mattinata proprio non gira.
Decido di prendermi un pausa e di andare al bar del Tribunale a prendere un caffè.
Dvanti a me nella fila il collega X tirando fuori dalla tasca il portafogli chiede ad un suo amico se può offrirgli qualcosa.
"Grazie ho gia fatto" - risponde quello e rivolgendosi alla cassiera elenca "pago due caffe, un espressino, due cornetti crema, uno con la marmellata ed un succo di frutta"
"Tutto da solo?" - chiede X scuotendosi dal suo torpore e scatenando la contemporanea ilare reazione di X e della cassiera.
Per fortuna anche in certi giorni non si è mai soli.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Si grazie ed anche un cornetto gigante alla crema e nutella " - risponde l'altro

giovedì 9 maggio 2013

Life On Mars - Solo Tu


 
Il gelo del metallo
e il suo sguardo distratto su di me.
Mi prese così, mentre le altre
diventavano sempre più piccine laggiù,
fino  a scomparire.
Provai finalmente il brivido di essere scelta...
Emozionata, candida, indifesa,
trasudavo dolcezza.
Fu un attimo  -  intensissimo .
Mi lasciò cadere
e mentre per lui
mi scioglievo
bollente
sentii il suo crudele:
«Solo una zolletta.»
rivolto al barista.

Solo Tu 

giovedì 2 maggio 2013

Lo vuoi un caffè? #349 - Ciranò



Il cancelliere X è uomo pratico, abituato a trattare con giudici, avvocati e fascicoli.
Ma pur essendo un duro delle cancellerie subisce, come uomo, il fascino delle avvocatesse con la quali si trova a interloquire.
Lo si vede spesso sorridente dannarsi l'anima per accontentare la collega di turno e subito dopo rivolgersi nella maniera più sgarbata  al primo di noi poveri maschietti che gli si avvicina.
Ultimamente ha perso un pò del suo charme, si deve essere un pò arrugginito...
Facendo il simpatico con la collega T il tipo, dopo averla abbondantemente squadrata - e la collega merita!- le ha detto  "Mi ricordo di te da ragazza. Eri proprio bella allora"

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Si anche se devo proprio dirtelo. Eri meglio prima " - risponde l'altro

venerdì 26 aprile 2013

Lo vuoi un caffè? # 348 - Crisis? What crisis?



In tempi di "governissimi" e di crisi galoppante l'unico che ha le idee davvero chiare e il polso in tempo reale della situazione economica italiana è il sig. A. impiegato del Tribunale .
"Avvocà  lo sapete cosa sono questi?" - chiede a noi che in quel momento siamo nel suo ufficio brandendo un pacco postale delle dimensioni di due risme di carta.
Prima che qualcuno possa rispondere ce lo spiega.
"Sono verbali di conciliazione dei quali si chiede l'esecutività. Ne arriva un pacco cosi alla settimana e a volte anche due." - ci informa - "Prima ne arrivava, quando proprio andava male, uno molto più piccolo al mese."
Più chiaro di cosi...

" Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Risparmimocelo che di questi tempi non si sa come va a finire " - risponde l'altro

martedì 23 aprile 2013

Lo vuoi un caffe? # 347 - Bulgarian Rapsody



Arriva con soli tre giorni di ritardo sull'appuntamento ma almeno ha il buon gusto di scusarsi ancor prima di sedersi. 
"Ero fuori Italia avvocato "- si giustifica  - "Ero in Bulgaria e sono rientrato solo ieri sera"
"E cosa ci è andato a fare in Bulgaria?" - chiedo sinceramente stupito.
 Non mi consta che sia una meta turistica particolarmente ambita.
"Affari avvocato" - mi risponde lui, piccolo imprenditore artigiano.
"Non sapevo che ci fossero tante belle donne in Bulgaria"- lo provoco.
Lui sorride e mi fa "No! No! Affari .. affari .. sono stato li con un mio amico per vedere se si riesce ad avviare un attivita. Sa com'è in Italia i costi sono alti e non si riesce più a lavorare"
E mi spiega che all'est ci sono più opportunità per fare affari anche se le infrastrutture non sono ottime e che le maestranze bisogna educarle "a tenere il ritmo della globalizzazione"
Dice proprio cosi: "tenere il ritmo della globalizzazione".
" ..e poi avvocato le tasse sono davvero basse. Pensi che io ho immatricolato li le mie auto..." e mi spiega con gran dovizia di particolari il sistema usato per immatricolare all'estero un automobile - possibilemnte non un utilitaria, ma minimo una Mercedes di un certo livello, al costo di un motorino.
Viene fuori, man mano, che lui all'estero di auto ne ha immatricolate non una, ma l'intero parco aziendale a un costo complessivo pari a quello che io pago per la mia.
Me lo dice con naturalezza lamentandosi di "...quegli stronzi dei tecnici al governo" che non fanno nulla per aiutare la piccola impresa.
Sono affascinato, lo ammetto, da certe "potenzialità" e da certe "possibilità" offerte della "globalizzazione", che questo signore simpatico, gran lavoratore per giunta, mi snocciola con gran competenza e dovizia di particolari degni di un fiscalista off shore.
Con una pressione fiscale pari al 52%  è innegabile che certi argomenti siano un pò come le sirene di Ulisse anche se il bimbo buono e rispettoso delle regole che alberga - maledetto a lui! - in me mi impedisce di mettere in pratica quanto mi viene così esaustivamente spiegato.
Le considerazioni, amare!, sono uno che non ho il fisico per fare lo spallone e che dovrei seguire i consigli di chi mi spinge a fare sport per rafforzare le mie gracili spalle e due, che la decomposizione morale e materiale di questo di paese oramai ha raggiunto un livello e una capillarità tale da essere diventata essa stessa lo standard morale comunemente accettato.
Sentirsi dire da un cliente X che ha costruito "una bella casa abusiva", proprio cosi giuro! "una bella casa abusiva" in una zona non edificabile "che tanto poi esce il condono" è cosa normale.
Il livello è tale che anche la vecchiette quando devono pagarti l'onorario, quelle rare volte che ciò ancora accade, di guardano con un aria complice e ti fanno "Avvocà la fattura non me la fare ...Non mi serve"
Poi magari le incontri a supermercato e le senti pontificare di evasione fiscale e di politici ladri da mettere al muro e che, invece, continuano a votare sulla base delle cazzate sparate in tv da certi signori con le facce tirate dai troppi lifting e con cagnolini al seguito.
Disgraziate!
La pensione vi toglierei..
...e pure le dentiera!


" Lo vuoi un caffè?" - chede quello
"Ma sai che all'estero costa di meno e potresti detrarlo  dalle tasse?"- lo informa l'altro

mercoledì 17 aprile 2013

Lo vuoi un caffe? # 346 - Cover me



La collega X, bionda e indaffarata come sempre, sfreccia per il corridoio con incollato all'orecchio il suo smartphone inguainato in una splendida cover nera tempestata di brillantini.

La collega Y, bionda fatalona un pò appassita dall'aria, si attarda al centro dell'aula a chiacchierare con un misterioso interlocutore esibendo il suo cellulare leopardato in  stile con la sua gonna.

La dott.ssa V, praticante alle prime armi, sfoggia una cover molto colorata, molto cartoon, disneyano, mentre chiama il suo dominus per chiedere lumi sul da farsi .

Il collega H, invece, fedele alla sua fama di duro de noatri, il suo cellulare lo ha vestito con una cover nera con tanto borchie e teschio dei pirati disegnato sopra.

Lo stiloso avvocato P il suo fedele tablet lo veste di pelle bianca dalle linee essenziali come i suoi atti.

L'avv. N., invece, della cover non sa che farsene essendo uno dei pochi al mondo ad esser riuscito a spaccare lo scafo di un iphone.

"Lo vuoi un caffe?" - chiede quello
"Di che colore è la cialda?" - risponde l'altro 


venerdì 5 aprile 2013

Musica - E la vita , la vita .. - Enzo Jannacci



C'è, c'è chi soffre soltanto d'amore
 c'è chi continua a sbagliare il rigore
 c'è, c'è chi un giorno ha tanto sofferto
 e allora ha detto "io parto" 
sì, ma dove vado se parto, 
sempre ammesso che parto, ciao! 

A chi sbaglia a fare le strissie e,
 e chi invece avvelena le bissie 
c'è, c'è chi un giorno ha avuto un sinistro 
e vuol bene soltanto al ministro 
e c'è sempre là quello che parte
 ma dove arriva se parte?! 

 E, la vita la vita e la vita l'è bela l'è bela 
basta avere l'ombrela l'ombrela ti ripara la testa 
sembra un giorno di festa, 
E, la vita la vita e la vita l'è strana
 l'è strana basta una sottana sottana 
che ti monti la testa è finita la festa... 

C'è, c'è chi un giorno ha fatto furore 
e non ha ancora cambiato colore 
c'è, c'è chi mangia troppa minestra 
chi è costretto a saltar la finestra 
e c'è sempre lì quello che parte ma dove arriva se parte, ciao! 

A chi vuole guardare la radio 
e poi sbaglia ad andare allo stadio 
c'è, c'è chi in fondo al suo cuore ha una pena 
chi invece c'ha un altro problema 
e c'è sempre lì quello che parte ma dove arriva se parte?! 

 E, la vita la vita e la vita l'è bela l'è bela 
basta avere l'ombrela l'ombrela ti ripara la testa 
sembra un giorno di festa, 
 E, la vita la vita e la vita l'è strana l'è strana 
basta una persona persona che si monti la testa
è finita la festa... 


 E la vita , la vita 
 1974 
 Enzo Iannacci - Renato Pozzetto

martedì 19 marzo 2013

Lo vuoi un caffè? # 345 - Il Paese (ir)Reale


Li trovo ogni volta che entro in una ricevitoria della Lottomatica per acquistare il tagliando di un contributo unificato da applicare su qualcuno dei miei atti. 
Mentre aspetto che l'operatore stampi il mio tagliando loro sono li, immobili con gli occhi fissi sullo schermo in alto che trasmette i risultati del Lotto, le ricevute strette in mano e l'inevitable delusione  ad aggiungere una ruga in più sul viso quando l'esito della puntata si rivela negativo.
Pensionati, anziani, donne, molte donne, ma anche giovani dallo sguardo spento di chi ha perso la speranza li a sputtanarsi quel che resta delle loro pensioni da fame o quel poco che ancora hanno in tasca dopo aver venduto l'oro e l'argenteria di famiglia a quei tremendi negozietti dei compro oro che tempestano le nostre città come una peste.
La scena è uguale qualunque sia la ricevitoria dove ci si rechi a comprare un fottutissimo contributo.
Uno stillicidio di disperati che entra e acquista il suo biglietto e poi si mette li in disparte a grattare con una monetina o con le chiavi l'argento che nega loro un futuro diverso, migliore....
Una risacca umana ..
Facce che potrebbero essere i nostri nonni, i nostri padri, le nostre madri, noi stessi...
Detriti umani che si assiepano in file sempre più lunghe e compatte agli ingressi delle mense dei poveri ...
Anziani, tanti anziani, troppi a mendicare un piatto di pasta già in fila alle dieci del mattino....
Anche questo vedo quando vado in Tribunale, nei miei giri da un palazzo di giustizia ad un altro...
Mi si si stringe il cuore ogni volta, per mestiere dovrei fottermene ma non è una cosa che si può fare in eterno, non ci si può girare sempre dall'altra parte...
A L. oramai, ogni volta che ci vado, la vecchina che si aggira per le strade del centro storico mi chiede pigolante un soldino e mi porge un ramoscello di ulivo in cambio...
Lo so non serve a niente, forse è solo pazza, ma non ho cuore di non mettere la mano in tasca a cercare uno spicciolo...
Intorno la gente, incupita, neanche i ragazzini non ridono più, le passa accanto senza degnarla di uno sguardo...
E tutto accade ogni giorno, ogni fottutissimo giorno che il Padre Eterno manda su questa terra e mentre a fronte di un crescente senso di disagio e rassegnazione, una classe politica autoreferenziale e priva di idee non sa far altro che discutere dei problemi giudiziari di un anziano signore liftato affetto a priapismo senile o proporre il grigiore burocratico di una sinistra che ha commesso il grande delitto di perdere il coraggio di sognare il futuro e interpretare il presente o peggio ancora il nichilismo interessato di un comico miliardario e fascistoide.
Vedo questo schifo e temo che prima o poi qualcuno possa arrivare a sparare.
Spero solo di sbagliarmi.

"Lo vuoi un caffe?" - chiede quello
"No rinunciamoci oggi e i soldi diamoli a quello li" - risponde l'altro indicando il mendicante all'angolo della strada 

giovedì 14 marzo 2013

Lo vuoi un caffè? # 344 - Una questione di stile



"...tale precisazione serve a chiarire chi abbia la rappresentabilità in giudizio in tali procedure..."
Rapprestabilità in giudizio?
Non era la rappresentanza?
Ad essere onesti la rapprestabilità di alcuni soggetti in giudizio in molti casi mette a dura prova la mia pazienza.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Da te? no .. non sei rappresentabile " - risponde l'altro

martedì 12 marzo 2013

Lo vuoi un caffè? # 343 - TARtagliare - The revenge



Ancora una volta mi trovo nella maestosa e nobile aula del TAR per una udienza.
Ammassato dietro la balaustra in compagnia di colleghi tirati, colleghe vaporose di profumo, praticanti che sembrano principi del foro e segretarie modelle reduci da una sfilata attendo che si cominci
Il presidente dall'alto del suo scranno ci guarda e ci saluta.
Poi con aria rassegnata rivolto al messo che chiama le cause presenti sul ruolo, e che è noto per la sua capacità di rendere intelleggibile ad orecchio umano quello che dice: "Signor X con la consueta chiarezza andiamo a incominciare ..."

" Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Cosa hai detto? non si capisce quando parli! " - risponde l'altro

giovedì 7 marzo 2013

Lo vuoi un caffè? # 342 - Dinner Copy

Fotocopie Flambè
Lecce 07.03.2013
Una volta entravo in questo locale difronte al Tribunale Civile di Lecce e facevo le fotocopie dei miei atti. Un giorno ci sono entrato e, invece, delle fotocopie ho finito per prendere un caffè ( buono!). 
La proprietaria del locale, dietro il banco, era la stessa di prima, era quella che mi faceva le fotocopie solo che adesso indossava la divisa da cameriera

martedì 5 marzo 2013

Lo vuoi un caffè? # 341 - TARtagliare



L'aula è maestosa, piena di stucchi e di storia, come solo le aule del TAR sanno essere.
La cattedra dei giudici è altissima e il presidente del collegio austero e antico; i suoi colleghi torvi e un pò incazzati.
Sopra le loro teste campeggia la scritta più inutile del mondo, ovvero :"La legge è uguale per tutti".
Intorno a me, ammassati, dietro la balaustra che taglia in due l'aula separando la parte riservata al pubblico da quella riservata all'udienza, si sprecano i completi di alta sartoria e i gioielli, invero, un pò pacchiani delle colleghe presenti.
Insieme agli effluvi generosi di profumi varia si percepisce un chiaro puzzo di snob e di spocchia.
Il commesso in piedi accanto alla cancelliera chiama la prima causa.
Non sento nulla, ma imputo ciò al brusio intorno.
L'omino chiama la seconda causa. 
Neanche questa volta sento nulla, ma capisco di non essere l'unico dall'atteggiamento di numersi colleghi che mi stanno intorno.. 
La collega che mi sta a fianco, in particolare, si protende disperata in avanti nel tentativo di sentire qualcosa.
 "Ma che ha detto?"- mi chiede alla terza chiamata.
"Non lo so" - rispondo - "Di qua non si sente nulla"
"Allora non son io che sono sordo!!!"- fa il collega che ci sta davanti girandosi verso di noi.
 Appuriamo quindi che non sono le caratteristiche acustiche dell'aula ad impedirci di sentire quello che il tipo dice ma è proprio lui che biascica, facendo strani versi, emettendo gorgloglii e storpiando quel poco che non si mangia delle parole.
La situazione diviene surreale quando ad ogni chiamata, dall'elegante e snob gruppo di principi del foro,  sempre più netto sale dal pubblico un sonoro:"EEEEEEEhhh!!!!" al quale si aggiungono anche il presidente e i suoi colleghi finchè l'arcigno soggetto decide di avocare a se la chiamata delle cause.

"Lo vuoi un caffe?" - chiede quello
"Cosaaaaa?" - gli risponde l'altro portando la mano all'orecchio

venerdì 1 marzo 2013

Lo vuoi un caffè? # 340 - Be quiet, Please!



Se ne sta lì indifferente al caos infernale di tazze e bicchieri intorno a lui in questo baretto appena fuori l'edificio del tribunale.
Se ne sta lì assolutamente fuori luogo con indosso il suo maglione a rombi e i rotoli di ciccia che traboccano dai pantaloni sformati su uno sfondo di agitate giacche grigie e blu d'ordinanza e di borse Gucci ancorate al fianco di tiratissimi fisici palestrati su tacco dodici.
Lui se ne sta lì e si gusta la sua coppa di gelato con panna, un cucchiaino alla volta, con sul viso l'espressione beata  di un bambino avvolto da tutta la mia invidia.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"No voglio un gelato " - risponde l'altro sorprendendolo