martedì 15 aprile 2014

Lo vuoi un caffè? #395 - Tempus Fugit




La lentezza del processo, sopratutto di quelli civile, è uno dei grandi mali che affliggono la giustizia in questo paese. 
Ritardi, rinvii, ruoli congelati e scongelati contribuiscono a rendere il tutto molto farragginoso mentre il tempo passa e contribuisce a determinare il formarsi di un clima di rassegnata indifferenza verso tutto e tutti come mi racconta il collega X.
Arrivato il suo turno X  sfila il vecchio fascicolo d'ufficio dalla pila sulla scrivania del giudice e gli si rivolge con il suo consueto tono educato :"Buongiorno giudice per questa causa dovrei chiedere un rinvio.
Il giudice non lo lascia nemmeno finire e preso il fascicolo commenta:"Ah questa è la causa nella quale son morti tutti"
Tempus fugit

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Dopo un minuto di silenzio però" - risponde l'altro

mercoledì 9 aprile 2014

Lo vuoi un caffè? # 394 - Primavera di stoltezza


Il sig. X, irrintracciabile per altra via, risponde al mio sms con il quale ho provveduto a comunicargli la data del prossimo appuntamento in studio con un giovanilistico "Ooooookkkkk avvocato!".
Spero sia l'ebbrezza della primavera altrimenti ci sarebbe davvero da chiedersi cosa passi in certi momenti nella testa delle persone.

"Lo vuoi un caffè? - chiede quello.
 "Ooooookkkkk collega!!" - risponde l'altro



giovedì 27 marzo 2014

Lo vuoi un caffè? # 393 - Datemi un coltello...



La difficoltà di ottenere il pagamento degli onorari dai propri clienti costituisce, da sempre, uno degli argomenti principali delle nostre chiacchiere avvocatizie al bar del Tribunale mentre prendiamo il caffè.
Oggi X quando affrontiamo l'argomento si capisce subito che è arrivato al limite della umana pazienza dal modo in cui sparge metà della bustina di zucchero di canna sul bancone invece che nella sua fumante tazzina.
"Ogni volta una scusa diversa, ogni volta un pretesto nuovo per non pagare, per ritardare, dilazionare, contrattare quello che mi devono.... Mi sono davvero rotto le scatole" - si sfoga con voce piuttosto alterata - "La prossima volta che convoco uno per richiedere il pagamento mi farò trovare seduto alla scrivania con un frigo da campeggio pieno di ghiaccio da un lato e un coltellaccio dall'altra cosi appena mi dice che non ha i soldi per pagarmi gli dico che ho io pronta la soluzione. Lo faccio sdraiare sulla sulla scrivania e gli asporto un rene, lo metto nel congelatore e me lo vendo sul mercato degli organi"
Io e K rimaniano li con le tazzine a mezzaria a riflettere su quanto abbiamo appena sentito dal solitamente pacifico collega mentre X sorseggia avido il suo caffè ustionandosi la lingua.
"Ma cosi si sporca tutto!" - fa, dopo attenta riflessione, K rompendo il silenzio con la sua voce lamentosa.
Io e X lo guardiamo allibiti
Sopratutto X che spero non decida di mettere in atto, qui in questo momento, una cruenta dimostrazione pratica delle sue teorie del recupero crediti sul bancone del bar

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"No voglio del sangue " - vampireggia l'altro

mercoledì 19 marzo 2014

Lo vuoi un caffè? # 392 - Too Fast Food


Adriatico 1957
foto di Piegiorgio Branzi

"Avvocato" - la voce del mio cliente mi esplode nell'orecchio - "Ho un  problema!!!!. Ho bisogno di un appuntamento veloce veloce!!!"
"E perchè non va al fast food" - rispondo.
Dall'altra parte silenzio.
Non l'ha capita

"Lo vuoi un caffè?" - chide quello
"Di corsa" - risponde l'altro

martedì 18 marzo 2014

Lo vuoi un caffè? #391 - Desolation Stairway



Il Giudice di Pace di X, la dott.ssa X, con indosso qualcosa di molto simile ad un tutone da casalinga abbinato ad un giaccone sformato, senza un filo di trucco e con i capelli non proprio in ordine, sale le scale che la portano al suo ufficio appoggiandosi con una mano al muro per bilanciare il peso dei fascicoli che trasporta in un grosso bustone di plastica dell'Auchan.

"Lo vuoi un caffè?"- chiede quello
"Un ricostituente piuttosto" - risponde l'altro

mercoledì 12 marzo 2014

Lo vuoi un caffè? #390 - Ping Pong ..più Ping che Pong



Solo ieri avevamo festeggiato lo sblocco del ruolo della dott.ssa X , rimasto "congelato" per oltre due anni che già oggi, come una doccia fredda, arriva l'ennesima mazzata: si blocca per trasferimento il ruolo del giudice Y. 
Si tratta dell'ennesimo set di una infinita partita a ping pong tra ruoli che si sbloccano e che si congelano e scongelano a tempo, tra nuove date di udienza comunicate dal sito del Tribunale con la formula "scegli la data che ti piace", ovvero alla data fissata in origine e rimasta li bloccata corrispondono, per la stessa causa, due date alternative di rinvio, clienti sempre più incazzati e sempre meno disposti a quanto vien loro detto ed altre amenità.
Se questa fosse una partita vera i punti sarebbero segnati dagli anelli di accrescimento degli alberi a segnare il fatto che le date di udienza delle cause vengono spostate di la nel tempo anche di diversi anni.
Per far fronte a questa situazione ognuno si arrangia come può.
La collega G, ad esempio, quando scrive ai suoi clienti per comunicare queste notizie chiede loro se sono ancora intenzionati a proseguirla , cosi ..per sapere magari.
Il collega D e il collega s si aggirano per i corridoi del Tribunale fotografando gli elenchi dei rinvii delle udienze affissi sulle porte delle cancellerie per poi, in studio, analizzarli come Pasteur i microbi.
Qualcuno prova a chiedere la riassegnazione della causa ad altro magistrato e magari la ottiene, con un anticipazione di tempi di circa due anni, come il collega H che,felicissimo, ci ha comunicato l'evento qualche tempo fa.
Abbiamo scoperto sempre per bocca dell'incazzatissimo collega che all'udienza di anticipazione il nuovo giudice gli ha rinviato la causa esattamente alla stessa data originariamente fissata con la motivazione "eccessivo carico di lavoro del magistrato".
Mentre il collega sacramentava in sette lingue contemporaneamente gli si è avvicinato il collega T che dopo avergli dato un affettuosa pacca di incoraggiamanto sulla spalla gli ha detto:"Non lamentarti ti è andata bene".
Ne seguiva un comprensibie attimo di stupito silenzio.
"Ho ottenuto anch'io una anticipazione di udienza " - ha spiegato lui - " e all'audienza di anticipazione il magistrato mi ha rinviato la causa, non all'udienza iniziale ma ad altra udienza ad oltre tre anni dalla precedente"
Mentre cervamo di assorbire la ennesima ferale notizia un imprecisato provocatore ha sparso la voce di un rinvio all'anno 2021, a sette anni da oggi, generando un ennesima ondata di maltrattenuto panico.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Sono indeciso se prenderlo oggi oppure tra due anni da oggi " - risponde l'altro

Musica - Battiato & Antony - Del suo veloce volo


E chissà dove sarai amico
ripensandoti ti rivedo in me
la visione che avevi dell'amore
la tua ironia, e chissà dove sarai

Spesso da ragazzi passavamo insieme
sere inutili e fu in un giorno di
festa per gioco lo so, io lo so
lessi nella tua mano, vidi sulla mano
la tua fine...

E così oggi, dalla mia memoria,
scelgo il meglio della vita
e del suo veloce volo
che finisce come, sempre accade,
troppo presto

Qualcosa un po' di te
mi è rimasto dentro
indimenticabile per gioco
lo so io lo so
lessi nella tua mano,
vidi sulla mano
la tua fine... 

Franco Battiato & Antony Hegarty
Live all'Arena di Verona
2013

giovedì 6 marzo 2014

Lo vuoi un caffè? #390 - Dialoghi giuridici surreali in ambiente forense




Il Giudice " Avvocato ha già aperto il verbale?"
L'avvocato :" Si, certo! ( e si che  basterebbe aprire il fascicolo e leggere che non è una lettera all'antrace)
Il Giudice: "Avete precisato entrambi?"

Gli avvocati all'unisono: " Certo Giudice, manca solo il suo provvedimento".
Il Giudice, serissimo, "
E perche non lo avete scritto? ma possibile che debba fare tutto io!?" 

( rubata a S.F.)

"Lo vuoi un caffe? " - chiede quello
"Certo e muoviti a prepararlo" -  risponde l'altro

giovedì 27 febbraio 2014

Lo vuoi un caffè? # 389 - Le vite degli altri



La signora X, bianca come un lenzuolo appena lavato, non ha perso in tutti questi anni la sua innata abitudine di lamentarsi continuamente mentre le spiego le evoluzioni delle sue cause. 
So che lo fa a titolo preventivo perchè quando arriverà il momento di discutere gli onorari si sarà precostituita le sue prove e mercanteggerà come al solito.
Il marito, invece, in questi ultimi tempi ha avuto non pochi problemi di salute e adesso siede gonfio di cortisone e dignitoso come suo solito accanto alla petulante e lamentosa moglie.

Il figlio della signora Y ha compiuto dieci anni.
La madre, orgogliosa mi mostra le foto che gli ha scattato durante la festicciola con i suoi amichetti che ha sul cellulare. 
E' molto cresciuto dalla prima volta che madre e figlio son venuti qui in studio.
Frequenta le elementari, è socievole anche se non vuole mangiare la pasta con il sugo e fa i capricci la sera quando deve andare a dormire.
Non che incidano sull'andamento della causa queste informazioni ma la signora ci tiene a farmele conoscere lo stesso.

Il sig. T, piccolo imprenditore, mi racconta dell'eldorado bulgaro nel quale ha trasferito da alcuni anni la sua azienda e mi suggerisce alcune operazioni fiscali di dubbia liceità perche "di lei avvocato io mi fido e so che mi capisce".
E poi mi parla della sua passione per i balli latinoamericani muovendosi tra stili, generi e musiche con una disinvoltura superiore a quella con la quale si muove nei meandri del fisco italiano.

Il si. G., invece, mi racconta a margine della nostra discussione sulla causa di lavoro che gli seguo della riscoperta della fede e del suo pellegrinaggio a Medugorje con una serenità e una semplicità che mette un pò in difficoltà il miscredente che alberga in me.

Il collega H mi racconta del lavoro che è sempre più difficile e delle sue difficoltà attuali con la moglie che però vorrebbe risolvere ma che non sa come fare perchè non la capisce. 
Ha uno sguardo perso quando mi parla dei suoi problemi personali che contrasta con l'atteggiamento sprezzante verso tutti che esibisce in udienza.

Il signor L, forzaitaliota della prima ora - "Silvio per me è un Dio, avvocato" - ogni volta che viene in studio mi parla male alternativamente dell'INPS, che non gli vuol dare la pensione e dei giudici "che son tutti di sinistra" e cerca di catechizzarmi sapendo come la penso facendomi lunghi monologhi, molto divertenti peraltro, che hanno ad oggetto la sua personale interpretazione del libero mercato.
Non lo interrompo e lo lascio parlare perchè mi diverte notare come il suo concetto di libero mercato sia molto simile all'applicazione di un piano quinquennale di sovietica memoria.

La mia non è solo una scrivania è una finestra aperta sulle vite degli altri.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"Sai dove lo fanno con le cialde qui intorno ?" - si informa l'altro prima di accettare

giovedì 13 febbraio 2014

Lo vuoi un caffè? # 388 - ...è solo un attimo!



Non so per quale arcano mistero da qualche tempo la giustificazione più utilizzata dai miei clienti morosi per disdire o rinviare gli appuntamenti che ho fissato loro per provvedere a saldare i loro debiti è che devono fare una colonoscopia.

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
"No preferisco di no. Ho un certo bruciore..." - risponde l'altro

mercoledì 29 gennaio 2014

Musica - Nada - Ma che freddo fa


D'inverno il sole stanco
a letto presto se ne va
non ce la fa più
non ce la fa più
la notte adesso scende
con le sue mani fredde su di me
ma che freddo fa
ma che freddo fa
basterebbe una carezza
per un cuore di ragazza
forse allora sì - che t'amerei.
Mi sento una farfalla
che sui fiori non vola più
che non vola più
che non vola più
mi son bruciata al fuoco
del tuo grande amore
che s'è spento già
ma che freddo fa
ma che freddo fa
tu ragazzo m'hai delusa
hai rubato dal mio viso
quel sorriso che non tornerà.
Cos'è la vita
senza l'amore
è solo un albero
che foglie non ha più
e s'alza il vento
un vento freddo
come le foglie
le speranze butta giù
ma questa vita cos'è
se manchi tu.
Non mi ami più
che freddo fa
cos'è la vita
se manchi tu
non mi ami più
che freddo fa.
Ma che freddo fa 
Nada - Rokes - 1969

giovedì 23 gennaio 2014

Lo vuoi un caffè? # 387 - Mutismo e barbarie



Nei bui corridoi del Tribunale civile una praticante - evidentemente alle prime armi - cerca di spiegare goffamente al cancelliere - sordomuto! - della X sezione quello di cui ha bisogno.
Il tipo, dalla faccia un pò slava che lo fa somigliare ad un personaggio di Kusturica, con la santa pazienza cerca di interpretare le richieste della ragazza che, a dir il vero, per come vengono esposte sarebbero difficili da comprendere, oggettivamente, anche per un normodotato.
Esasperata e stanca della perlessa mimica facciale del suo interlocutore alla fine lei conclude in maniera geniale con uno strepitoso:"Facciamo così, adesso chiamo l'avvocato in studio e glielo passo ..." ( grassie per la soffiata a DTC)

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
".................." - lo guarda perplesso l'altro

Lo vuoi un caffè? # 386 - Res Derelicte

arzcah foto 2012/2013

In giro per tribunali capita di incontrare non solo un sacco di persone di ogni tipo ma anche oggetti che nulla hanno a che fare con un ufficio giudiziario. 
Cosa ci faceva e chi lo utilizzava il fasciatoio che si trovava nell'archivio del Giudice di Pace di Bari fino a qualche tempo fa?
Chi ha abbandonato le poltroncine sfasciate nel corridoio del secondo piano del Tribunale? 
Ma sopratutto chi?
 Avvocato, giudice, cancelliere - ha sentito il bisogno di portarsi da casa in Tribunale il proprio pupazzetto di peluche preferito?
E , poi, perchè proprio un pinguino?

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello
" Certo lo  prepariamo con la moka che ho trovato in archivio" - risponde giulivo l'altro

martedì 21 gennaio 2014

Lo vuoi un caffè? # 385 - Saldi di fine stagione




EmmeEmmeService
Bari 20.01.2014
 arzach foto

Quelli che viviamo sono tempi di crisi  per la giustizia e di caduta libera del prestigio dell'avvocatura italiana. 
In conseguenza dell'adozione di criteri mercantilistici con i quali si è inteso risolvere negli ultimi anni i problemi della Giustizia da parte dei piani alti del Ministero e della classe politica, si affermano inevitabilmente nuovi modi di intendere il diritto e la sua tutela. 
Uno è quello di ricorrere all'accaparramento di clientela tramite strutture commerciali offrendo un ampio menù di possibilità al cliente, che chiamarlo cittadino mi sembra troppo.
Anzi anche  menù mi sembra troppo raffinato ... macedonia mi sembra più corretto.
Come definire altrimenti un avviso che mescola la contabilità fiscale con l'avvocatura - sic!, il diritto civile - tutto? - con il penale minorile e l'infortunistica stradale?
Tra un pò mi aspetto che facciano anche i saldi.
Del resto è la stagione. 

"Lo vuoi un caffè?" - chiede quello 
"Facciamo un tre per due" - risponde l'altro 

martedì 14 gennaio 2014

Lo vuoi un caffè? # 384 - Farewell to arms



La separazione è  di quelle facili, una "semplice", come si dice in gergo. 
Una consensuale senza molti problemi che arriva alla fine di un lungo percorso nel quale con la collega abbiamo cercato di far ragionare i contendenti.
Per lungo tempo nel tentativo di evitare tutto questo.
Non ci siamo riusciti.
Il desiderio di lei di avere un figlio, l'incapacità di lui di darglielo, hanno minato il rapporto tra i due logorandolo, consumandolo fino al punto di rottura.
Oggi si sono rivisti dopo un lungo periodo.
Lei aspetta un figlio. 
Il figlio di un altro, il suo nuovo compagno.
Lui cammina per il corridoio silenzioso fingendo con me una forzata indifferenza

"Lo vuoi un caffè?"- chiede quello
" No ho un nodo allo stomaco e sono molto triste"- risponde l'altro.